Recensioni – BENEDIZIONE di Kent Haruf

Ci sono libri che ti raccontano una storia, magari una che vorresti aver vissuto o che è bello ascoltare immaginando di averne preso parte, aver assaporato, odorato, toccato ogni cosa, e sono libri importanti, non si discute, libri che tieni su uno scaffale tra le cose più care. Poi ci sono i libri che ti scavano dentro e tirano fuori quello che pensavi aver seppellito dopo anni, e ti ritrovi a pensare a quanto possano fare male certe cose, al dolore, ad un legame che ti si sgretola tra le mani, alla morte e non ti interessa più nulla di sapori, profumi, luoghi, perché ci sei talmente dentro che li vivi e avrai tempo, non appena chiuso il libro, di pensarci.

Di questi ultimi fa parte Benedizione di Kent Haruf (edito dai ragazzi di NN edizioni che lo hanno pubblicato e tradotto magistralmente grazie a Fabio Cremonesi, ) una storia che ha il sottofondo musicale di Jimmie Rodgers, dei paesaggi assolati di un film dei fratelli Coen, dei campi di grano e del dondolio ipnotico di una sedia in legno sull’uscio della porta cullata dal vento polveroso del Colorado.

Benedizione Kent Haruf

Haruf riesce impeccabilmente nell’impresa, non certo semplice, di descrivere ogni cosa in maniera essenziale ma dicendo tutto dei personaggi che da soli danno vita al racconto , muovendosi sulla scena come in una pièce teatrale o in una pellicola cinematografica. Il narratore offre i protagonisti con un punto di vista interno conoscendone ogni segreto, ma è al lettore/spettatore che è lasciato il “compito” di scoprirne le personalità. Il carattere di Dad, della figlia e della moglie che invecchia nel dolore di un figlio scomparso da troppo tempo, e della cittadina di Holt che, provinciale e spaventata, si mostra ostile davanti alle parole e i sermoni anti Afghanistan di un reverendo, e poi ci sono i sentimenti – curati con minuziosa attenzione, ma assolutamente mai con patetismo – come quelli di Dad che, resosi conto di aver pochi mesi di vita, sogna di andarsene lasciando i suoi cari felici, e ripensa al passato, a quello che sarà degli altri e a tutto ciò che in vita si dà e si riceve. Un ultimo atto affrontato con orgoglio, nella resa dei conti di una vita che ha cambiato il suo destino e quello altrui.

La penna dello scrittore si insinua in quella crepa che si crea tra le persone e che con il tempo si riempie di polvere e detriti. Il suo stile ha la capacità di non raccontare e basta, ma di dipingere le persone, tracciando solo i contorni con colori tenui e poi affogare il pennello nei toni scuri delle loro anime, delle comuni paure, e di una vita segnata da una fine imminente e dolorosa. Ogni pagina è un susseguirsi di eventi che ribaltano ogni prospettiva, scavando nella storia dei personaggi con continue analessi che, mattoncino dopo mattoncino, aiuteranno il lettore a ricostruire una storia magnifica.

KENT_HARUF

Benedizione è il primo volume di una trilogia denominata “Trilogia della pianura”( interamente tradotta dallo stesso editore) ed è uno di quei romanzi che ti rapiscono a tal punto da “obbligarti” a finirlo in fretta, ad immergerti nel fango e nella polvere, con i tuoi stivali e il suono di un Banjo mentre guardi finire un altro giorno.

Cesare Colonna

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